Un tuffo nel passato per approdare nel futuro

Un tuffo nel passato per approdare nel futuro

La frase riportata qui sopra è un controsenso se non ci fermiamo un momento a riflettere sul suo significato, eppure è ciò che accade, specialmente nella fase che ci ritroviamo a vivere.

Ieri abbiamo avuto la conferma che questa non è una semplice e banale affermazione da intellettuali, persone che studiano il moto dell’universo o da improvvisati maghi che si incontrano per la strada: questa è la realtà, è la necessità e allo stesso modo il mezzo che dobbiamo adottare per poter proseguire in una direzione che ci proietti in qualcosa che è un passo avanti rispetto al nostro tempo.

L’auto elettrica ne è un esempio: esiste, ma non è utilizzata da tutti, è un mezzo che noi definiamo futuristico per il semplice fatto di non essere ancora ben piazzato nel mercato, per lo meno quello italiano. Per ricaricarla infatti, ci siamo ritrovati in condizioni veramente d’altri tempi, situazioni in cui la sensazione era quella di essere in uno di quei film dove il naufrago, raggiungendo finalmente la sua isola, si trova a dover complottare con i suoi abitanti, per avere un po’ di cibo e un luogo in cui riposare. L’altro pomeriggio infatti ci siamo fermati in una sorta di comunità che allestiva stand, nella calura della provincia di Frosinone e abbiamo atteso con loro il momento della rivendicata autonomia da parte della nostra auto!

Dopo di che siamo stati a Napoli, dove l’ospitalità si sa, è di casa: abbiamo incontrato le istituzioni a Palazzo San Giacomo e nel pomeriggio alcuni blogger locali. E’ stata davvero dirompente la maniera in cui i ragazzi ci hanno accolti nella Piazza del Municipio: ci hanno catapultati nel bel mezzo delle loro storie ed attività, come “Napoli With Me” e “Vulcanicamente”; progetti a sfondo sociale che si impegnano a tenere alto il valore di una città che troppo spesso viene svalutata dai media, ma che possiede un potenziale ed un capitale umano davvero fenomenale.

Siamo all’età della pietra e non ce ne rendiamo conto o siamo già nel tanto atteso futuro e non lo sappiamo? Questo è quanto ci piacerebbe sapere da voi lettori e sostenitori del nostro tour.

1 Commento

  1. Di certo dirò una banalità ma ci credo fortemente. In un periodo come questo, di stasi, di crisi e di mancanza di stimoli e prospettive, fare passi indietro e’ l’unico modo che ci garantirà il futuro. Guardarci alle spalle e capire dove e’ stato l’errore, permetterà di non ripeterlo. Chissà solo se ne saremo capaci?

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