Twitter influisce sulla riabilitazione da ictus e ischemie

Twitter influisce sulla riabilitazione da ictus e ischemie

Uno studio ha evidenziato come l’uso di Twitter possa essere in grado di influire positivamente durante la fase di riabilitazione successiva a ictus e ischemie.

L’obbligo di rimanere nei 140 caratteri infatti obbliga alla sintesi, e si è dimostrato un grande aiuto per coloro che trovano ostacoli durante la formulazione di discorsi complessi o frasi e parole particolarmente lunghe e impegnative.
Tale difficoltà spesso si riscontra in individui che hanno perso la loro capacità di usare correttamente il linguaggio dopo essere stati affetti da particolari patologie.

Conclusioni che rappresentano il frutto di uno studio condotto dall’Università australiana di Newcastle.
Gli scienziati della struttura hanno studiato le proprietà terapeutiche di Twitter nelle persone afasiche, coloro cioè che hanno problemi di linguaggio causati da ictus, ischemie o traumi cerebrali.
Twitter è risultato particolarmente utile durante le fasi di recupero, e per permettere agli individui di tornare a prendere fiducia nell’uso del linguaggio, fase spesso difficile per tali pazienti.
In particolare Twitter, rispetto agli altri social network, ha un vantaggio: il limite dei 140 caratteri da utilizzare per comunicare, che costringono gli utenti ad usare una espressione del periodo estremamente sontetica, è un grande aiuto per coloro i quali si trovano in condizioni di difficoltà comunicativa.

Una buona notizia, soprattutto tenendo conto del fatto che in Italia circa 1 milione di persone viene colpita ogni anno da forme più o meno gravi di ictus cerebrale.

E non è la prima volta che un social network si dimostra di aiuto nella cura di malattie cerebrali.
Lo scorso Maggio sono stati infatti diffusi i risultati di uno studio condotto dalla City University London in cui veniva messo in evidenza come l’utilizzo di forme di video chat, come ad esempio Skype, fosse particolarmente utile nel caso di sedute di logopedia.
In certi casi le sedute “a distanza” risultavano più efficaci rispetto alle classiche forme di terapie “faccia a faccia”.

I #digitalmenteabili stanno lentamente ma inesorabilmente avanzando!

Photo credit: www.thevortex.it

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