Anche l’handicap è fashion

Anche l’handicap è fashion

L’alta moda di Milano abbatte le barriere, grazie ad Antonio Urzi.
Lo stilista, che ha vestito tra gli altri Lady Gaga, Rihanna, Beyoncé e Britney Spears, ha deciso che anche l’handicap è fashion, portando sulle passerelle di Milano la disabilità.
Testimonial di questo eccezionale evento Jack Eyers, modello britannico di 25 anni, con un arto amputato, che ha confermato “se indossi abiti belli ti senti bello, mi sto impegnando per dimostrare che anche la disabilità fa parte del sistema moda”.

Secondo Urzì le grandi case di moda dovrebbero cominciare a pensare in modo alternativo sia i prodotti realizzati che il loro target di riferimento.
Il mondo dei diversamente abili rappresenta un universo inesplorato dall’alta moda, nonostante si tratti di un bacino di utenza che dovrebbe far parte di questo sistema.
Per questo motivo la moda, in qualità di mezzo che permette di acquisire fiducia, dovrebbe cominciare a vestire i diversamente abili e gli accessori che permettono loro di muoversi e agire. Carrozzine e protesi sono appendici naturali del corpo, che permettono ai diversamente abili di muoversi, apparire, e piacersi, ma il loro design ha canoni estetici lontani dalla concezione che lo stilista ha di “bello”. Intervenire dunque attraverso un restyling di questi accessori porterebbe i diversamente abili in un nuovo universo.

La collezione creata dal rivoluzionario stilista si basa su abiti e protesi futuristiche, e proietta il futuro dell’alta moda in un mondo senza barriere, perché anche l’handicap è fashion!

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