L’evoluzione delle protesi robotiche: leggere e sempre più “reali”

L’evoluzione delle protesi robotiche: leggere e sempre più “reali”

Negli ultimi anni la medicina robotica ha compiuto passi da gigante nello sviluppo di unità che lavorano in base alla volontà di chi le utilizza. Queste protesi di nuova generazione si integrano con il corpo di colui che le indossa, come se facessero parte del suo corpo.

Da qualche tempo alcune tra queste protesi sono state messe in commercio, anche se i costi non sono sicuramente alla portata di tutti: le mani bioniche per esempio, controllate da sensori in grado di rilevare l’attività muscolare della parte del braccio ancora sana e tradurre tale attività in movimenti della mano artificiale. In questo modo è possibile utilizzare un bicchiere o usare un pettine.

I problemi principali di tali arti artificiali, oltre al prezzo, riguardano la complessità ed il peso che spesso è molto importante.
Difficoltà che saranno presto superate visto che stanno per fare il loro ingresso nel mercato dispositivi di nuova generazione, più economici e leggeri grazie allo sviluppo di nuovi materiali: innovative plastiche leggere ma molto resistenti, rinforzate con fibre di vetro. Anche il problema della complessità sta per essere superato grazie a nuove scoperte nel campo della meccanica.
Nella progettazione di queste nuove soluzioni anche il design risulta essere un aspetto di primaria importanza. La progettazione della parte elettronica viene effettuata solo dopo che l’aspetto esteriore è completato.

Un problema ancora irrisolto, invece, è quello della sensazione tattile. Questo importante obiettivo è oggetto di studio all’Istituto di biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa, in quanto una delle richieste più frequenti da parte di pazienti amputati è proprio quella del ripristino delle sensazioni di percezione della forma e consistenza così da poter regolare la forza e la precisione dei gesti.
Il campo della medicina robotica è in continua evoluzione e la strada conduce verso la creazione di protesi che si avvicinino sempre più alla realtà di un arto umano.

 

Photo Credit: www.ilsole24ore.com

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*