Istruzione: un diritto anche per le persone disabili

Istruzione: un diritto anche per le persone disabili

“L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale”, questo è quello che si trova scritto sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ma la realtà dei fatti dice che nelle scuole italiane le persone disabili non sempre vivono l’esperienza educativa nel migliore dei modi.

L’Italia è all’avanguardia per quel che riguarda l’integrazione scolastica, dimostrando di aver di fatto superato il modello delle scuole speciali, ma i tagli all’istruzione e le barriere architettoniche stanno mettendo a rischio il diritto allo studio dei quasi 200mila alunni con disabilità.

Recenti dati forniti dal rapporto di Cittadinanzattiva e dalle rilevazioni ISTAT (Gennaio 2013) fanno emergere che l’accessibilità delle strutture adibite all’insegnamento non è sempre garantita. L’ascensore è assente nel 54% degli edifici scolastici e non funziona nel 14% dei casi; le barriere architettoniche interessano il 14% degli ingressi principali, il 18% delle mense, il 13% dei laboratori, il 12% dei cortili, l’11% delle aule e dei laboratori multimediali, l’8% delle palestre. Il 34% delle scuole sono inoltre sprovviste di bagni per persone con disabilità.

Oltre al problema delle barrire si va ad aggiungere quello dei tagli al sostegno che stanno mettendo in difficoltà gli uffici scolastici, gli enti locali e di conseguenza anche le famiglie. Ultimo caso disperato in ordine di tempo è quello di Sassari, dove l’assessore provinciale all’Istruzione ha lanciato un appello alle istituzioni affermando che: “L’ente non ha più risorse per l’assistenza e il trasporto”. Questo rischia di negare il diritto allo studio ad un numero di studenti svantaggiati che aumenterà nei prossimi anni.

Secondo il nostro punto di vista non ci sono bilanci che tengano in presenza di un diritto costituzionale garantito, come quello allo studio. Non è giusto inoltre penalizzare ulteriormente i ragazzi con disabilità che devono poter usufruire delle strutture scolastiche per avere le stesse opportunità di apprendimento dei loro compagni.

Credit image: www.lospiffero.com

1 Commento

  1. Alessandra 6 anni fa

    Per tutti i genitori l’entrata a scuola del proprio figlio è un momento emozionante, per i genitori di figli disabili è un momento di grande tensione, tutto quello che per gli altri è scontato per loro è una conquista o qualcosa di concesso, li si richiede d’essere a conoscenza di tutte le normative che sulla carta fanno bella figura ma è sempre più difficile applicarle e usarle come “arma” per veder difeso il diritto alla studio e alla partecipazione alla vita sociale della scuola dei propri figli.
    Le famiglie con figli disabili non si sentono parte della scuola, ma una categoria a parte, si sentono di vivere esperienze diverse non condivisibili con gli altri genitori
    Un buon insegnante di sostegno, una struttura che sà accogliere senza barriere fisiche e mentali cambia la vita di tutti i ragazzi che insieme sostengono i compagni disabili, riuscendo così a condividere le esperienze.
    La disabilità è una condizione di salute in un ambiente fisico o sociale sfavorevole, ognuno di noi può trovarsi in un contesto ambientale precario e ciò può causare disabilità.
    Eliminare ogni barriera a favore della piena inclusione dovrebbe essere il fattore di qualità che distingue le scuole di alto livello da quelle mediocri.
    Alessandra

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