Intervista a Salvatore Cimmino

Intervista a Salvatore Cimmino

Oggi vi proponiamo una breve intervista a Salvatore Cimmino, il nuotatore Romano che sfida i mari del globo per superare le barriere della disabilità.

Da dove è nata la tua passione per il nuoto?

Il nuoto ha per me un significato che va ben oltre l’aspetto atletico e di benessere fisico. Attraverso il nuoto ho potuto aprire la mia vita all’ascolto degli altri, all’ascolto di tutti quei disabili che, come è accaduto a me per lungo tempo, non riescono a vedere oltre il proprio impedimento fisico e da questo si lasciano totalmente condizionare: sono convinto che al di là delle prestazioni fisiche, ognuno di noi è portatore di un mondo ricco di significati e di valori e, in una società civile, dobbiamo lottare perché a tutti sia consentita l’espressione più piena di sé, delle proprie attitudini, dei desideri e delle speranze. Nel mondo dello sport ho trovato ascolto e accoglienza, vorrei poter contraccambiare quanto mi è stato dato a piene mani da tutte le persone, le associazioni sportive, le istituzioni che ho avuto la fortuna di incontrare, a cominciare dal Circolo Canottieri Aniene di Roma che ha tradotto per primo i miei sogni in realtà.

Quali emozioni hai provato alla fine della tua prima traversata a nuoto?

La prima traversata, da Capri a Sorrento, 16 luglio 2006, rimarrà scolpita dentro di me per sempre: ha rappresentato e rappresenta il primo ponte di unione tra il mondo della disabilità e la società civile. Mi vengono in mente persone che per prime hanno creduto in me e nella mia battaglia: Peppe d’Angelo, Responsabile del Centro di Nuoto di Fondo delle Fiamme Oro e Fabrizio Pandolfi oggi allenatore della Larus Nuoto.

Qual è stata l’ispirazione per cominciare il tour “A NUOTO NEI MARI DEL GLOBO – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”? Quali i prossimi impegni e gli obiettivi futuri?

Attraverso lo sport, in questi anni, ho vissuto un’ esperienza meravigliosa, fatta di accoglienza, solidarietà e partecipazione.

Partendo dalla mia specifica situazione di disabile motorio sono entrato in contatto con quella parte del Paese che da sempre si occupa di integrare nella società le persone che affrontano il quotidiano, le relazioni affettive, il lavoro, la vita con maggiore fatica rispetto a quelle normodotate.

Ho contribuito, per quanto potevo, a sensibilizzare le istituzioni nel problema delle forniture delle protesi di ultima generazione attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.

Nel corso di questa avventura ho incontrato anche tanti giovani e bambini che, attraverso lo sport annullano, almeno in parte, il disagio in una esperienza di crescita e integrazione.

Mi sono ritrovato a riflettere anche al di là dei confini nazionali e il mio pensiero va a tutti quei bambini e quei giovani che, a causa di eventi tragici, ( guerre, catastrofi naturali, patologie gravi e incidenti ), vedono mutilata la loro speranza nel futuro.

Avevo quattordici anni quando mi venne amputata la gamba destra: ho avuto la possibilità di ricevere un’ assistenza competente e affettuosa, capace di garantirmi una crescita equilibrata e la possibilità di accedere alle tecnologie più avanzate ed efficaci. Le stesse possibilità vorrei che venissero offerte a tutti i giovani ed i bambini amputati.

Questo è il motivo fondamentale che mi ha spinto a realizzare, dopo il giro d’ Italia e il giro d’ Europa, questo progetto ambiziosissimo che è il giro del mondo a nuoto, iniziato da Israele nel maggio del 2010 e si concluderà(?) il 28 giugno prossimo a New York dove prenderò parte alla Manhattan Island Marathon Swim passando per le Nazioni Unite il 10 giugno, alla vigilia della 7^ Conferenza degli Stati parte alla Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità, uno dei momenti più importanti di riflessione politica a livello mondiale sullo stato di applicazione dei diritti dei disabili, hanno organizzato una tavola rotonda per sostenere la mia battaglia a favore delle persone con disabilità. A questa iniziativa parteciperanno quelle realtà appartenenti al mondo Scientifico, Industriale Hi-Tech e Politico che, in sinergia, sono senz’altro in grado di avviare un percorso capace di garantire l’indipendenza delle Persone con Disabilità. La ricerca scientifica, il progresso tecnologico potranno rivelarsi lo strumento fondamentale per rendere accessibile, fruibile e ospitale per tutti i disabili il nostro pianeta.

Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

La tecnologia rappresenta per noi disabili il futuro, una vita indipendente: mobilità, istruzione, lavoro, abitazione, in una parola titolari del Diritto di Cittadinanza.

 

Photo Credit: www.salvatorecimmino.it

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