I microchip che aiutano a monitorare la salute

I microchip che aiutano a monitorare la salute

Lo ha detto Leslie Saxon, responsabile della divisione di cardiologia della University of Southern California, che nei prossimi dieci anni ai neonati potrebbe essere applicato un microchip per tenere sotto controllo tutti i parametri vitali, dalla nutrizione al funzionamento del cuore, basterà un elettrocardiogramma che monitora in tempo reale.
Sarà inoltre offerta la possibilità di visualizzare i dati trasmessi attraverso il proprio smartphone, o quello del medico di riferimento.

Queste le anticipazioni emerse durante un incontro organizzato dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers, la più importante associazione che si occupa di innovazione.

Gli studi su questo genere di microchip sono in fase parecchio avanzata, e tanti sono gli istituti in tutto il mondo che stanno lavorando in questa direzione.
L’Università dell’Oregon per esempio ha studiato un chip grande come un francobollo, il problema però è quello dello spessore; in Giappone invece sono riusciti a superare lo scoglio dello spessore, ma hanno trovato difficoltà legate all’alimentazione del dispositivo.

Già oggi nel mondo esiste la possibilità di misurare i dati del nostro fisico attraverso dispositivi che vengono “indossati”, sono i così detti wearable technology.
L’evoluzione? L’elaborazione di soluzioni che verranno impiantate direttamente nel nostro organismo, in modo da essere costantemente monitorati.

Molte potranno essere le applicazioni di questo genere di studi, ma il principale rimane naturalmente quello del monitoraggio della salute della popolazione. In questo modo sarà possibile, oltre che controllare la salute del singolo individuo, analizzare la salute generale della popolazione, potendo così applicare soluzioni per contrastare eventuali epidemie o problemi alimentari.

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