I disabili ed il lavoro

I disabili ed il lavoro

L’ articolo 1° della nostra Costituzione enuncia che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. All’interno dei suoi 139 articoli essa non dice che questo principio vale solo per le persone normo dotate, ma attualmente la situazione in Italia fa pensare il contrario. Nel nostro paese esiste infatti una forte discriminazione verso le persone disabili che, con volontà, vogliono approcciarsi al mondo del lavoro.

Questa situazione ha spinto Lorenzo Torto, ragazzo in sedia a rotelle fin dall’infanzia, ad andare a Bruxelles, per spiegare come il diritto all’occupazione dei disabili, che è riconosciuto dall’Ue, in Italia di fatto non esista.  “Ci sono 750mila persone iscritte alle liste di collocamento obbligatorio – spiega Torto – e l’80% dei disabili si è trovato a cercare lavoro senza trovarlo”.

Una situazione difficile che deve essere affrontata e sarà anche grazie a persone come Lorenzo, che hanno il coraggio di agire in prima persona, se le cose piano piano miglioreranno.

Il tema della disabilità ed il lavoro è stato affrontato recentemente all’interno del convegno sull’Eccellenza della disabilità nel mondo del lavoro e dello sport, svoltosi a Torino. Durante questo incontro sono emerse delle tematiche importanti, “Quando si parla del rapporto tra i disabili e il mondo del lavoro – afferma Angelo Catanzaro, presidente dell’associazione italiana paralisi spastica – credo ci sia bisogno di una nuova visione. È arrivato il momento della disabilità 2.0”. Parole che fanno riflettere tutti coloro che hanno voglia di approcciarsi al mondo del lavoro.

Perché lavorare non significa soltanto trovare i soldi per vivere, ma aiuta a costruire un’identità attraverso la realizzazione di sé stessi. Ciò significa che per le persone disabili, soprattutto, il fatto di trovare un’occupazione può essere utile sia e livello economico che psicologico, per migliorare la qualità della vita.

Le aziende però molte volte non capiscono questa esigenza e non rispettano il diritto al lavoro dei disabili, i quali però devono possedere o acquisire le competenze adatte al settore in cui operano e non possono essere assunti solo in obbligo alla legge 68. Che peraltro può essere sospesa se l’azienda dichiara lo stato di crisi, cosa frequente di questi tempi.

In conclusione quello che auspichiamo è un cambio di mentalità, il disabile non deve più essere visto come “fruitore di ricchezza” ma deve essere considerato “portatore di ricchezza”. 

2 Commenti

  1. Valentina 5 anni fa

    L’assunzione che non arriva da quattro anni, faccio sempre tirocini.
    Una mia amica sono sette anni che fa tirocinio nella stessa azienda e ora
    con la crisi la lasciano a casa. E per chi è disabile psichico è ancora
    peggio. Sembra che non dobbiamo avere diritto al lavoro perché quel poco
    che c’è lo portiamo via agli altri. Il S.I.L. (Servizio Integrazione
    Lavorativo) ci sono tanti ragazzi come me che non trovano un lavoro stabile
    soddisfacente. Solo tirocini perché così alle aziende gli va bene così, non
    hanno l’obbligo di pagarli.
    Sulla carta abbiamo tutti i diritti ma nella realtà non ne abbiamo nessuno.

    • Autore
      ferdinando 5 anni fa

      Ciao Valentina,
      conosco bene la situazione, credo che l’unico modo sia quello di creare una community che faccia massa critica e proponga in modo costruttivo soluzioni possibili, noi con questo sito/sistema stiamo provando a fare proprio questo, seguici fai sentire la tua voce e condividi con chi ritieni sensibile abbastanza per aiutare !!
      A presto
      Ferdinando

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*