Be my eyes: vuoi essere gli occhi di un non vedente nel tempo libero?

Be my eyes: vuoi essere gli occhi di un non vedente nel tempo libero?

Nasce grazie ad Hans Jørgen Wiberg, filosofo danese appassionato di artigianato digitale, l’App che permette a non vedenti e vedenti di comunicare.

Be my eyes deve appunto la nascita alla sua startup senza scopo di lucro, che si occupa di applicazioni in ambito sociale.
L’App in questione permette ai non vedenti di avvalersi dell’aiuto dei volontari che entrano a far parte della rete, consentendo loro un dialogo parecchio produttivo visto che chi è affetto da disabilità visive trova spesso delle difficoltà nel compiere tutte quelle azioni che caratterizzano la quotidianità di ognuno.

Come funziona Be my eyes?
Dopo aver scaricato l’App sul proprio smartphone, i volontari si rendono disponibili e si connettono con chi ha bisogno di supporto. A questo punto coloro i quali sono affetti da disabilità visive possono contattarlo, per esempio per aiutarlo a leggere un cartello stradale, leggere la scadenza di una medicina, ecc…

Il concetto che sottende il funzionamento dell’applicazione si basa sull’ ottimizzazione ed un uso migliore del proprio tempo libero.

I volontari hanno infatti la possibilità di dedicarsi agli altri finché sono in pausa pranzo, o mentre aspettano l’autobus, risolvendo in poco tempo e in modo semplice quelle difficoltà che affronta frequentemente una persona affetta da disabilità di tipo visiva.

La rete conta oltre 140.000 iscritti, ma pare sia difficile reclutare volontari italiani. Al momento l’App funziona in inglese, e c’è bisogno di esprimersi in lingua italiana.

Quindi, che aspetti? Vai su http://www.bemyeyes.org/ e scarica l’App!

 

Photo Credit: www.dailymail.co.uk

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