Aipoly: l’App che descrive le foto ai non vedenti

Aipoly: l’App che descrive le foto ai non vedenti
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Nasce dalla mente del giovane italiano Angelo Rizzoli, 22enne, e di una sua compagna di studi 26enne dall’Australia Marita Cheng esperta di robotica, Aipoly, una nuova app che promette il rilancio della visione artificiale.

Il giovane, laureato a Londra in gestione aziendale, ha ricevuto un finanziamento di 30mila euro da Google per sviluppare questo progetto all’interno della Singolarity University. L’istituto che ospita i ragazzi è nato nel 2008 ed ha come scopo principale quello di migliorare la vita di 1 miliardo di persone entro dieci anni.

L’app, come racconta Rizzoli, riesce ad analizzare, descrivere e riconoscere gli oggetti ritratti in una foto presente nello smartphone, nella loro posizione arrivando ad analizzarne il colore, il ruolo e le azioni che possono compiere.
Grazie ad un sistema di riconoscimento nei server di Aipoly, la foto viene taggata e rispedita allo smartphone che grazie ad un programma text to speech leggerà la descrizione ad alta voce all’utente.

L’idea dell’app sfrutta la tecnologia machine vision che si sta sviluppando soprattutto nel settore automobilistico, che studia le reti dei neuroni utilizzati dagli esseri umani per identificare elementi all’interno di un immagine.

Le persone con disabilità visive nel mondo che questa app potrebbe aiutare sono circa 285 milioni; la possibilità di costruirsi delle immagini mentali più circostanziate darebbe una maggiore autonomia e libertà di movimento ai non vedenti aiutandoli nelle scelte giornaliere.

Al momento i due fondatori stanno cercando persone con disabilità visive e non per testare la propria app in tutto il mondo.

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